La terra di Peppone e Don Camillo

guareschiGirati tra gli anni ‘50 e gli anni ‘60 i film che hanno visto protagonisti Don Camillo,prete di campagna,e il sindaco Peppone avevano,come ambientazione principale,la piazza di Brescello. Lungo le vie del paese,di fronte al Municipio e nella opposta chiesa di S. Maria Maggiore sono raccolti i cimeli che sono apparsi nei film della saga. Presente inoltre il piccolo ma fornito Museo.

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San Prospero e la nebbia

San ProsperoIl protettore della città di Reggio Emilia è San Prospero,che fu vescovo della città nel V sec. D.C. Di S.Prospero si sa ben poco,poichè mancano documenti dell’epoca. Il santo viene celebrato il 24 novembre,data che ricorda lo svolgersi di uno dei suoi miracoli. Si dice infatti che nel 452 d.C,di ritorno dal mancato saccheggio di Roma,Attila l’Unno stesse depredenado la piantura Padana. Il provvidenziale intervento di San Prospero fece calare una fitta nebbia sulla città permettendo quindi di sfuggire al saccheggio da parte dei barbari. Ancora oggi il 24 novembre a Reggio Emilia si tiene una tradizionale festa in piazza. Nelle varie chiese si susseguono le celebrazioni mentre per le strade non mancano bancarelle di prodotti tipici,artigianali e spettacoli.

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Una specialità alla liquirizia

liquorice_root_bigFin dal Rinascimento raccontano le cronache che a Reggio Emilia si diffuse l’uso dell’acqua d’orcio,bevanda aromatizzata alla liquirizia e anice che veniva versata,così si dice,nelle botteghe del centro come “servizio” per i clienti nelle torride giornate. Ora è molto raro riuscire ad assaggiare questa bevanda,anche nel centro città. Tuttavia se passeggiando tra i locali vi capitasse di imbattervi nella scura bibita rinfrescante un assaggio è d’obbligo. Pare che il nome di acqua d’orcio derivasse dalla consuetudine di tenere il luquido all’interno di piccole botti (orci) dai quali appunto veniva “spillata” per i clienti.

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Matilde di Canossa,donna d’altri tempi

MatildeCanossa_3Nata nel 1046 nel palazzo della casata dei Canossa a Mantova,la rossa Matilde fu personaggio di primo piano nella complessa vicenda della lotta per le investiture in atto tra il papato e l’impero. Nel 1056 il padre Bonifacio di Canossa fu assassinato a tradimento da un vassallo con una freccia avvelenata,e così Beatrice di Lotaringia,madre della Gran Contessa,rimase sola a governare i vasti territori canusini. Per cercare protezione sposò in seconde nozza Goffredo il Barbuto,combinando poi il matrimonio tra la figlia e il Figlio del Barbuto,Goffredo il Gobbo. Il legame,suggellato nel 1069,risultò essere disastroso. Già nel 1072 Matilde era tornata a Canossa presso la madre abbandonando il marito. Goffredo il Gobbo morì nel 1076 di ritorno dalla stipula del trattato di Worms,documento nel quale si dichiarava il Papa Gregorio VII illegittimo (con accuse,tra l’altro,di concubinaggio con Matilde…).

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Dal Tibet all’Appennino

17424829La varietà e lo spirito d’accoglienza della cultura emiliana fanno si che sull’Appennino possano esistere momenti ed esperienze di estrema originalità. A Votigno,piccolo borgo medievale restaurato all’interno del comune di Canossa,vive e cresce una piccola comunità nata sotto gli auspici del Dalai Lama chiamata La casa del Tibet. Il borgo unisce antiche case in sasso,splendidi paesaggi collinari e gli accesi colori degli stupa che decorano le vie del paese. Da non perdere anche il piccolo Museo del Tibet,dove sono raccolti cimeli sacri e culturali della popolazione tibetana. Un viaggio nel viaggio,quello a Votigno,dove agli ottimi paesaggi si può unire l’esperienza di conoscenza della cultura buddista.

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